Pelle sotto l’abito

Coreografie: Alex Atzewi

La coreografia di Atzewi si sa ama puntare l’occhio sul quotidiano, andare a fondo della vita di ogni giorno, analizzare sentimenti e sensazioni, facendo uscire a pieno l’essenza più nascosta dell’io.

Nella sua ultima creazione, La pelle sotto l’abito, il coreografo fa un’analisi profonda dell’animo umano, di come ognuno è veramente a prescindere della veste che indossi. La veste come metafora per indicare la maschera che spesso serve a nascondere quello che non si vuole far vedere apertamente.

Tutti possiamo indossare emozioni diverse, ma sotto rimane sempre la nostra pelle. E se tutti gli abiti di questo mondo si possono cambiare, la pelle ci rimane attaccata fino alla fine sia nel bene che nel male.

E così attraverso gesti con cui indossare abiti diversi, il corpo modifica e crea figure, quadri diversi, che vengono riflessi sulla tela attraverso la mano capace di un pittore. Allora le figure prendono forma, i vari corpi si uniscono, si respingono, si rincontrano, creando ciò che la nostra pelle è, la verità assoluta di ognuno di noi, anche se rimane nascosta sotto l’abito.

Scene diverse per raccontare situazioni diverse, in cui sempre esplode la fisicità e plasticità dei danzatori all’interno di una musica coinvolgente.

Traduzione:

It is well known that Atzewi’s choreography focuses its attention on everyday life, it analyzes feelings and sensations, bringing out the most hidden essence of the ego. In his latest creation, “The skin under the dress”, the choreographer makes a deep analysis of the human soul, and
how everyone is really regardless the dress is wearing. The dress as a metaphor for the mask which often serves to hide what you do not want to show openly. We can wear different emotions, but under remains our skin. And if all the clothes of this world can be changed, the skin will remain attached until the end for better or for worse.

Ascoli Piceno, Luglio 2012

Roma, Ottobre 2012